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	<title>renzo piano Archivi - Porto Antico di Genova</title>
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	<description>La piazza sul Mediterraneo</description>
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	<title>renzo piano Archivi - Porto Antico di Genova</title>
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		<title>&#8220;1992–2017: Buon compleanno Porto Antico!&#8221; Un convegno per il 25° anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudiatirasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 11:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[celebrazioni colombiane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo Lunedì 4 dicembre si parlerà della storia di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo <strong>Lunedì 4 dicembre</strong> si parlerà della storia di Genova, si parlerà di architettura e soprattutto il Porto Antico sarà al centro del convegno <strong><em>1992–2017: Buon compleanno Porto Antico! </em></strong>Per celebrare il <strong>25° anniversario</strong> dalla sua riqualificazione, si ripercorreranno il processo e le tappe che hanno portato a restituire l&#8217;antica area portuale ai cittadini genovesi e a dare vita alla nuova &#8220;Piazza sul Mediterraneo&#8221;. L’incontro, aperto a tutti, si svolgerà presso la <strong>Sala Grecale dei Magazzini del Cotone </strong>a partire dalle <strong>ore 14:30</strong>.</p>
<h2>Buon compleanno a noi!</h2>
<p>Durante un anno solare, festeggiamo iniziative e anniversari di varia tipologia. Questa volta, però, i protagonisti siamo noi e lo facciamo con un convegno che riunisce esperti del settore e alcuni dei protagonisti dell’epoca. Organizzato dall’<strong>Ordine degli Architetti di Genova</strong>, il convegno vede la partecipazione di autorevoli relatori provenienti dalle Università di Torino, Venezia e Genova, di sociologi e figure istituzionali cittadine e naturalmente dei rappresentanti dello studio autore del progetto finale, il <strong>Renzo Piano Building Workshop</strong>.</p>
<p>Il tema centrale sarà il processo e la rivoluzione urbanistica e culturale che, ormai 25 anni fa, diedero vita al Porto Antico, dall&#8217;idea generale del <em>Masterplan</em> alle scelte urbanistiche, dal rapporto con il <strong>Centro Storico</strong> alle scelte di gestione e governance che seguirono, fino all&#8217;immagine e al ruolo da protagonista che oggi il Porto Antico ha nello scenario genovese.</p>
<h2>1992–2017: Buon compleanno Porto Antico! Il programma:</h2>
<h3>Introducono e moderano.</h3>
<p>Benedetto Besio e Federica Alcozer &#8211; <em>Fondazione Ordine Architetti PPC di Genova</em></p>
<h3>Inquadramento del case study. La politica, le scelte urbanistiche, le vicende, gli attori.</h3>
<p>Francesco Gastaldi &#8211; <em>Università Iuav di Venezia</em></p>
<h3>Dall’idea generale del Masterplan al progetto degli edifici.</h3>
<p>Renzo Truffelli &#8211; <em>Renzo Piano Building Workshop</em></p>
<h3>Il rapporto con il Centro Storico. Trasformazioni fisiche, economiche e sociali.</h3>
<p>Stefano Storchi &#8211; <em>Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici</em></p>
<h3>I modelli di gestione e di governance. Dopo l’esposizione Colombiana: Legacy, impatto occupazionale,<br />
effetti economici.</h3>
<p>Chito Guala &#8211; <em>Università di Torino</em></p>
<h3>Il Porto Antico e la nuova immagine della città.</h3>
<p>Alberto Cappato &#8211; <em>Porto Antico di Genova S.p.A.</em></p>
<h3>Il futuro: quale rigenerazione urbana?</h3>
<p>I temi aperti per il Waterfront: ponte Parodi, Hennebique, Darsena, Waterfront di Levante, pista ciclabile, sopraelevata.</p>
<h2>Tavola rotonda con la partecipazione di:</h2>
<ul>
<li><strong>Marco Bucci</strong> &#8211; Sindaco di Genova</li>
<li><strong>Giorgio Mosci</strong> &#8211; Presidente Porto Antico di Genova SpA</li>
<li><strong>Maurizio Michelini</strong> &#8211; Consigliere Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Genova</li>
<li><strong>Marco Sanguineri</strong> &#8211; Segretario Generale Autorità di Sistema Portuale di Genova</li>
<li><strong>Simonetta Cenci</strong> &#8211; Assessore all’Urbanistica Comune di Genova</li>
<li><strong>Paolo Raffetto</strong> &#8211; Presidente Ordine degli Architetti Genova</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_14484" style="width: 222px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14484" class="wp-image-14484 size-medium" src="https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/11/Architettura-e-città_Porto-Antico-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/11/Architettura-e-città_Porto-Antico-212x300.jpg 212w, https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/11/Architettura-e-città_Porto-Antico-724x1024.jpg 724w, https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/11/Architettura-e-città_Porto-Antico-768x1086.jpg 768w, https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/11/Architettura-e-città_Porto-Antico-1086x1536.jpg 1086w, https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/11/Architettura-e-città_Porto-Antico-1448x2048.jpg 1448w, https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/11/Architettura-e-città_Porto-Antico.jpg 1754w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /><p id="caption-attachment-14484" class="wp-caption-text"><a href="https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/11/Architettura-e-città_Porto-Antico.pdf">Locandina Convegno Compleanno Porto Antico</a></p></div>
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		<title>Buon compleanno a Renzo Piano! (e al Porto Antico)</title>
		<link>https://test.portoantico.it/magazine-news/compleanno-renzo-piano-porto-antico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 11:54:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Congressi]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Antico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sapete &#8211; sì? &#8211; che Renzo Piano ha un...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sapete &#8211; sì? &#8211; che <strong>Renzo Piano</strong> ha un posto speciale nei nostri cuori? <strong>Che ha dato forma e vita al nostro <a href="http://www.centrocongressigenova.it/">Centro Congressi</a></strong>? Quante volte ve lo abbiamo sottolineato negli <em>workshop</em> e nelle fiere e durante i sopralluoghi!</p>
<p>Sicuramente sapete che è il demiurgo di <strong>tutto il <a href="https://test.portoantico.it/">Porto Antico</a></strong>, <strong>che è una delle più belle piazze sul Mediterraneo</strong>, nonché un esperimento molto ben riuscito di riconversione di un’area dismessa, in un animato palcoscenico sul mare, che ci invidiano in parecchi.</p>
<h2>80 e 25 (e non sentirli).</h2>
<p>Bene, questo 2017 celebra due anniversari che riguardano Renzo Piano, legati a filo doppio. <strong>L’architetto italiano più famoso nel mondo supera la boa degli 80 anni e il Porto Antico di Genova quella dei 25</strong>. Tanti auguri a entrambi!</p>
<h2>Renzo Piano, acqua e luce.</h2>
<p>Venticinque anni fa, <strong>anno 1992</strong>, con la realizzazione del progetto delle Colombiane, Genova si è ripresa il fronte mare, dal quale robusti cancelli l’avevano tenuta separata per lungo tempo.</p>
<p>Il rapporto con l’<strong>acqua</strong>, come quello con la <strong>luce</strong>, è una cifra dell’<strong>architetto genovese</strong>. Sottende diversi suoi grandi progetti. A firma di Piano, sul <strong>mare giapponese</strong> sorgono un ponte e un terminal aeroportuale. Come una nave attraccata, per il porto di <strong>Amsterdam</strong> ha progettato il Centro Nazionale per la Scienza e la Tecnologia. Suoi il Museo di Arte Moderna poggiato sul mare di <strong>Oslo</strong>, e ancora un centro d’arte, sospeso sull’acqua della Baia di <strong>Santander</strong>. Mare su un lato e laguna sull’altro racchiudono lo spettacolare Centro Culturale in <strong>Nuova Caledonia</strong>. E contempla il mare aperto anche il nuovo Centro Culturale di <strong>Atene</strong>, da poco consegnato.</p>
<p>Non soltanto acque di altri mari. L<strong>’iconico <em>atelier</em> genovese</strong> che ospita lo studio di Piano, il <a href="http://www.rpbw.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>RPBW</strong></a>, sembra trattenuto da qualche forza misteriosa dallo scivolare dall’alto della ripida collina fino al mare sottostante. <strong>Punta Nave</strong> è peraltro il nome di questo promontorio e il mare circostante è stato testimone del varo delle numerose barche disegnate dall’architetto negli anni giovanili.</p>
<h2>Hic optime manebimus.</h2>
<p>E, ovviamente,  <strong>l&#8217;acqua del Porto Antico</strong>! <strong>Torniamo a quel &#8217;92</strong>. Da quell’anno e <strong>da quest’area è partito un impulso</strong> che ha sbrigliato la città. Quasi un po’ colta di sorpresa dalla trasformazione in atto, Genova &#8211; da allora &#8211; oltre al mare si è ripresa progressivamente anche la <strong>vocazione turistica</strong>.  E attualmente si sta affermando tra le destinazioni italiane più gradite.</p>
<p>Tra i principali propulsori dello sviluppo turistico cittadino, naturalmente è l’<strong>Acquario di Genova</strong>, che attrae ogni anno diversi milioni di visitatori ed è affermato ben oltre i confini nazionali. Ma le <a href="https://test.portoantico.it/cosa-trovi/"><strong>proposte di intrattenimento</strong></a> del Porto Antico sono svariate: mostre, musei, negozi, sport, gastronomia, natura, relax.</p>
<p>Se tra una sessione plenaria e una visita agli <em>stand</em> dell’esposizione scientifica, avrete modo di fare una passeggiata nel Porto Antico, <strong>vi sentirete accolti </strong>da quest’ansa lambita dal mare.</p>
<p>Avrete intanto già sperimentata l&#8217;accoglienza del nostro <strong>Centro Congressi</strong> nei <a href="http://www.centrocongressigenova.it/magazzini-del-cotone-genova/"><strong>Magazzini del Cotone</strong></a>, straordinario recupero di un edificio industriale, sempre per mano di Renzo Piano. Consolidato tra le <strong>location nazionali di spicco</strong> per eventi di dimensioni importanti, sin dall&#8217;inizio ha contribuito a propagare positivamente l&#8217;immagine di Genova.</p>
<blockquote><p><em>Un edificio di successo è quello che migliora la vita quotidiana delle persone che ci vivono e lavorano attorno ad esso.</em></p></blockquote>
<p>I vostri commenti &#8211; di organizzatori, espositori, congressisti &#8211; puntualmente esprimono un sincero apprezzamento per la nostra struttura. E ci fa davvero piacere quando ritornate per un nuovo evento e ci dite &#8220;<em>siamo contenti di essere nuovamente qui</em>!&#8221;.</p>
<p>Afferma Piano che &#8220;Un edificio di successo è quello che migliora la vita quotidiana delle persone che ci vivono e lavorano attorno ad esso.&#8221; Noi, che lavoriamo al <strong>Centro Congressi del Porto Antico</strong>, siamo assolutamente d&#8217;accordo. E voi?</p>
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		<title>La Biosfera</title>
		<link>https://test.portoantico.it/magazine-news/la-biosfera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2017 06:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee post congress]]></category>
		<category><![CDATA[Il Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Biosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Congressi]]></category>
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		<category><![CDATA[renzo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono un must. Stanno al Porto Antico come la Lanterna...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.portoantico.it/magazine-news/la-biosfera/">La Biosfera</a> proviene da <a href="https://test.portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un <em>must</em>. Stanno al <strong>Porto Antico</strong> come la Lanterna sta a Genova: una volta usciti dalle sale convegni dei <strong>Magazzini del Cotone</strong> e prima di partire alla scoperta del centro storico, sicuramente ci andrete almeno a curiosare intorno.  Parliamo del <a href="http://www.centrocongressigenova.it/simboli-del-porto-antico/"><strong>Bigo</strong></a> – ve ne abbiamo già fatto cenno &#8211; e della <strong>Biosfera</strong>, che avrete visto, lì a fianco all’<strong>Acquario</strong>, venendo a piedi dagli hotel o ammirando lo scenario portuale dalle vetrate del <a href="http://www.centrocongressigenova.it/"><strong>Centro Congressi</strong></a>.</p>
<p>Quando fu deciso che Genova avrebbe ospitato il summit dei capi di stato nel 2001, si palesò l’esigenza di ideare un qualcosa di nuovo, un monumento o altro da posizionare nel Porto Antico, che celebrasse l’importante evento.  Un qualcosa di così originale da poter sostenere il confronto con quel gigante del Bigo, che è una struttura possente e dalla fortissima identità. Le banchine erano già tutte occupate e non avanzava molto spazio per l’inventiva, men che mai nell&#8217;acqua portuale, dove gli spazi sono essenziali e funzionali.</p>
<p>Allora <strong>Renzo Piano</strong>, nuovamente chiamato a mettere mano nel suo Porto, si inventò questa cosa poetica della <strong>bolla: </strong>la rappresentazione simbolica del nostro pianeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.centrocongressigenova.it/la-biosfera/drawing_file_1415/" rel="attachment wp-att-5102"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5102" src="https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/01/drawing_file_1415.jpg" alt="Bolla RP" width="700" height="494" srcset="https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/01/drawing_file_1415.jpg 700w, https://test.portoantico.it/wp-content/uploads/2017/01/drawing_file_1415-300x212.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<h2>Piccolo Mondo Tropicale.</h2>
<p>Ne risultò questo <b>globo di acciaio e vetro</b>, che sembra galleggiare leggiadramente sull’acqua ma nell’insieme pesa 60 tonnellate: <i>un gigante leggerissimo, un bell&#8217;esercizio di progettazione </i><i>strutturale</i>, dice Piano. Con un diametro di 20 metri, una superficie di 1.250 mq e un rivestimento di <strong>oltre 300</strong> <b>lastre di cristallo </b>che brillano sotto il sole come le facce di un diamante.</p>
<p>Se la guardate da distante vi ricorderà forse le magiche palle di vetro con dentro paesaggi che si animano sotto la neve. Invece dentro la Biosfera c’è un piccolo mondo, <b>una porzione di preziosa vita del pianeta </b>condensata in un volume di 4000 metri cubi. C’é un complesso insieme di organismi tropicali animali e vegetali : rari esemplari di alberi, diverse specie di uccelli, testuggini, pesci e insetti.</p>
<h2 style="text-align: justify">Natura e tecnologia.</h2>
<p style="text-align: justify">Ma la biosfera ha una doppia lettura: la bellezza e la complessità della natura qui sono coniugate a tecnologia e perfezione strutturale. Suddivisa in 12 paralleli e 32 meridiani,  é costituita da <b>336 moduli di vetro stratificato</b> <b>a curvatura sferica </b> nell&#8217;involucro e da 28 nella controparete interna, fissati con <b>330 giunzioni di fusione</b>:</p>
<blockquote><p><i>costruirle é stato un lavoro di assoluta precisione – </i>dice l&#8217;architetto nel suo <b>Giornale di Bordo </b><i>– lunghezza e inclinazione di ogni elemento dovevano essere precise al millimetro perché il minimo errore avrebbe fatto “impazzire” la sfera.</i></p></blockquote>
<p>Un sistema computerizzato gestisce il movimento di un complesso di vele, che <b>seguendo lo spostamento del sole </b>garantiscono la schermatura necessaria al mantenimento del microclima. Un sofisticato sistema di condizionamento, che sfrutta anche il calore dell’acqua del mare, regola le temperature e muove l’aria con moti convettivi e correnti lamellari, assicurando in ogni stagione una temperatura di 24° e il giusto tasso di umidità.</p>
<p>Siete pronti per l’esperienza? Avanti, varcate la soglia di questo particolare <i>Stargate</i> e vi troverete in un luogo-non luogo dall’atmosfera suggestiva, dove, come dice Piano:</p>
<blockquote><p><i>L’aria é piena di sensazioni antiche. Circondati da felci erboree e tropicali di grandi dimensioni, ci si aggira in un mondo senza tempo come un dinosauro qualunque.</i></p></blockquote>
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		<item>
		<title>Una Nuvola carica di congressi</title>
		<link>https://test.portoantico.it/magazine-news/una-nuvola-piena-di-congressi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2016 10:27:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Congressi]]></category>
		<category><![CDATA[Fuksas]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzini del Cotone]]></category>
		<category><![CDATA[Nuvola]]></category>
		<category><![CDATA[renzo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fiocco bianco nel congressuale. Le nuvole vanno vengono ogni tanto si...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Fiocco bianco nel congressuale.</h2>
<p><em>Le nuvole vanno vengono ogni tanto si fermano</em>, dice <strong>Fabrizio De André</strong>. Questa <strong>Nuvola</strong> ci ha messo 18 anni di vai e di vieni prima di approdare nel cielo di <strong>Roma</strong> e fermarsi. Parliamo ovviamente del <strong>nuovo Centro Congressi</strong> dell’Eur di <strong>Massimiliano Fuksas</strong>, il controverso progetto che è giunto a compimento alla soglia della maggior età.</p>
<p>Ineluttabile come per tutte le grandi realizzazioni, lo strascico di mugugni e di polemiche. C’è chi contesta che questo parallelepipedo di acciaio e vetro, con un grande bozzolo di fiberglass che sembra galleggiarci dentro, della leggerezza della nuvola abbia ben poco. Chi lo paragona piuttosto a un’astronave aliena, chi depreca lo spreco.</p>
<p>Ma di sicuro la realizzazione di questa nuova struttura va a colmare una lacuna: la nostra capitale, che attrae un flusso di turismo tra i più importanti in Europa, mancava di un centro congressi che consentisse le <strong>candidature ai grandi eventi internazionali</strong>.</p>
<p><strong>Strategica dunque per la città e per il paese</strong>, con una capienza complessiva di quasi 8.000 posti, un Auditorium da 1800 e improntato all’eco-compatibilità, la Nuvola gioca sugli elementi strutturali e sui materiali che cambiano la luce, il suono e l’aria, come evidenzia Fuksas. Il quale invita peraltro ad andare oltre la retorica dei dettagli:</p>
<blockquote><p>Guarda questo auditorium vuoto (…) 1800 posti: senza persone non esiste, non prende vita. Così vedi solo i dettagli, bellissimi ma inutili; vedi il fuori scena e il fuori campo perché mancano la scena e il campo, vale a dire la vita.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Questione di stili.</h2>
<p>CD o vinile? Camino o stufa a <em>pellet</em>?<br />
Di sicuro le strutture congressuali più recenti, dal <em>design</em> avveniristico, ipertecnologiche e poliedriche sono d&#8217;utilizzo più semplice e flessibile. E sì, accade talvolta che anche noi, pervicaci custodi di storici spazi, invochiamo un magico bottone che trasli le pareti o faccia scomparire immantinente le sedute.<br />
Ma la verità è che continuiamo a guardare con compiacimento immutato dopo un quarto di secolo – peraltro egregiamente portato- i nostri <a href="http://www.centrocongressigenova.it/magazzini-del-cotone-genova/"><strong>Magazzini del Cotone</strong></a>, e a considerarli una location che non ha uguali.</p>
<p>Merito anche dell&#8217;attenzione che mettiamo nel conservarli così come sono stati ideati, consapevoli che non si tratta solo di un contenitore di eventi, ma dell’opera di uno degli architetti più famosi nel mondo: <strong>Renzo Piano. Genovese.</strong></p>
<p>Ma non è solo una questione di nomi illustri. <strong>Questi spazi</strong> non necessitano di storie per prendere vita, perché <strong>la storia ce l’hanno dentro</strong>; prevalgono sulla funzione, non sono da interpretare perché risaltino e siano enfatizzati. Si entra nell’<a href="http://www.centrocongressigenova.it/lauditorium/"><strong>Auditorium</strong></a> e non c’è bisogno di vederlo animato dai congressisti, il suo è un fascino compiuto, che balza agli occhi senza bisogno d’altro: il calore del legno, l’energia del rosso che pervade la sala, la linea morbida delle sedute.  Le ha disegnate Piano.</p>
<p><strong>E’ emozione</strong>. Atmosfera che accoglie e avvolge, e che fa percepire <strong>il flusso della storia</strong> che questo luogo si è lasciato alle spalle, ma non del tutto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.portoantico.it/magazine-news/una-nuvola-piena-di-congressi/">Una Nuvola carica di congressi</a> proviene da <a href="https://test.portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Incontro Nazionale di Emergency: #diguerraedipace</title>
		<link>https://test.portoantico.it/magazine-news/incontro-nazionale-di-emergency-di-guerra-e-di-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 11:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Al Centro Congressi]]></category>
		<category><![CDATA[Congressi ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Congressi]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzini del Cotone]]></category>
		<category><![CDATA[renzo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti Porto Antico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo si potrebbe definire un evento diffuso, quello che Emergency...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.portoantico.it/magazine-news/incontro-nazionale-di-emergency-di-guerra-e-di-pace/">Incontro Nazionale di Emergency: #diguerraedipace</a> proviene da <a href="https://test.portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo si potrebbe definire un evento diffuso, quello che <a href="http://www.emergency.it/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Emergency</a> ha portato al Porto Antico di Genova per il suo quindicesimo <strong>incontro nazionale</strong>, voluto quest’anno a Genova:</p>
<blockquote><p>Città dove il mare non divide le persone, ma le unisce.</p></blockquote>
<p>Come ha affermato <strong>Cecilia Strada</strong> in apertura dell’evento.</p>
<p>Quattro giorni &#8211; tra fine giugno e inizio luglio &#8211; sotto il titolo <strong><em>Di guerra e di pace</em></strong>:  incontri, dibattiti e concerti per far conoscere il lavoro di Emergency, condividerne l’<strong>impegno contro la guerra</strong> e festeggiare i dieci anni di attività di lavoro in Italia.</p>
<h2>Progetti e parole.</h2>
<p>Nell’<a href="http://www.centrocongressigenova.it/lauditorium/">Auditorium</a> dei Magazzini del Cotone il momento dedicato ai volontari, con l’intervento di <strong>Renzo Piano</strong>, invitato dall’amico <strong>Gino Strada</strong> per presentare il progetto realizzato per Emergency: un ospedale sulle rive del lago Vittoria, in Uganda. La struttura sarà <strong>un punto di riferimento</strong> per tutta l’Africa orientale, sia dal punto di vista sanitario, sia da quello della progettazione architettonica.</p>
<p>È sempre un grande piacere per noi del Centro Congressi vedere Renzo Piano sul palco della grande sala che ha disegnato per l’Expò del ’92. Un <a href="http://www.centrocongressigenova.it/spazi/auditorium/">Auditorium</a> da 1.480 posti che continua a stupire e affascinare per la sua particolare configurazione &#8211; due sale identiche che si guardano dai due lati del palco centrale &#8211; e per la calda energia del colore rosso che la caratterizza cromaticamente.</p>
<p>L’incontro è proseguito in serata per un <strong>pubblico allargato</strong>: si è parlato di guerra, pace, diritti, con gli interventi di Michela Murgia, Erri De luca, Paola Turci, Dario Vergassola e altri, ai quali è stato chiesto di scegliere una parola emblematica e di commentarla. <strong><em>Parole, parole, parole</em></strong> era, infatti, il titolo che connotava l’evento.</p>
<p>E ancora, nei due giorni successivi, <strong>testimonianze di viaggi attraverso la guerra</strong>, con la partecipazione di giornalisti, fotografi, esperti, operatori dell’associazione.</p>
<h2>Parole in musica.</h2>
<p>Non sono state solo parole e testimonianze drammatiche: <strong>Emergency ha voluto offrire un grande concerto alla città</strong>, su un palco allestito a <a href="https://test.portoantico.it/location/piazzale-mandraccio/">Calata Mandraccio</a>: una delle eccezionali possibilità che l’Area del Porto Antico offre agli organizzatori di eventi, con una serie di <a href="https://test.portoantico.it/location/">scenografici spazi esterni</a> fruibili a completamento di una grande ed efficiente struttura congressuale.</p>
<p>Anche l&#8217;area all&#8217;ingresso del Porto Antico è stata teatro di una parte dell&#8217;evento. Un vecchio bus <em>Blue Bird</em> per anni al servizio della guerra, riconvertito con le insegne di Emergency per portarne in giro le <strong>Storie Viaggianti</strong>, ha accolto i passanti/passeggeri per <strong>un viaggio virtuale nelle parole</strong> di chi la guerra la vive ogni giorno.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="it">Anche oggi a Genova &#8211; Porto Antico! <a href="https://twitter.com/emergency_ong">@emergency_ong</a> <a href="https://twitter.com/PortoAnticoGe">@PortoAnticoGe</a> <a href="https://twitter.com/GenovaEventi">@GenovaEventi</a> <a href="https://twitter.com/genovatoday">@genovatoday</a> <a href="https://t.co/VcMmArUYnI">pic.twitter.com/VcMmArUYnI</a></p>
<p>— Emanuele Dello (@EmanueleDello) <a href="https://twitter.com/EmanueleDello/status/748851213689552896">1 luglio 2016</a></p></blockquote>
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		<title>L&#8217;Isola delle Chiatte</title>
		<link>https://test.portoantico.it/magazine-news/lisola-delle-chiatte-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2015 07:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Isola delle Chiatte]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[post-congress]]></category>
		<category><![CDATA[renzo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiatte di ieri e di oggi. Su internet ci sono...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Chiatte di ieri e di oggi.</h2>
<p>Su internet ci sono alcune belle collezioni di vecchie cartoline di Genova. Del porto ce n’è una vasta scelta, in bianco e nero naturalmente, e anche qualcuna ritoccata con tinte pastellate dagli improbabili rosini e verdini.  Il porto in queste vedute è sempre pieno di grandi bastimenti, zeppo che sembra che non ci sia neanche il mare, ma solo navi una accosto all’altra.</p>
<p><strong>Ci sono parecchie vedute con i <a href="https://test.portoantico.it/location/magazzini-del-cotone/">Magazzini del Cotone</a> sullo sfondo, </strong>e dietro la collina di Carignano,<strong> e davanti l’Isola delle Chiatte.</strong></p>
<p><strong>L’<a href="https://test.portoantico.it/location/isola-delle-chiatte/">Isola delle Chiatte</a></strong> di oggi è una installazione simbolica alla memoria, ma <strong>questi barconi alla fine dell’Ottocento erano una quantità enorme</strong>, e fungevano da traghetto per le navi che non potevano approdare, erano una specie di estensione della banchina per l’attracco, e all’occorrenza servivano anche da magazzino.</p>
<h2>Un&#8217;esperienza sensoriale.</h2>
<p>L’isola è in realtà una penisola, collegata con la passeggiata intitolata a <em>Fabrizio De Andrè</em> che costeggia l’Acquario. La piattaforma posata sopra l’insieme di vecchie chiatte,<strong> ideata da Renzo Piano per il<em> G8</em> del 2001</strong>, dondola dolcemente, più o meno al centro del porto. La collocazione è ideale per godersi una panoramica a tutto tondo, seduti su una panchina, cullati dallo sciabordio, respirando il profumo di mare che si sprigiona dal movimento dell’acqua intorno alle chiglie.</p>
<p><strong>Le chiatte dell&#8217;Isola delle Chiatte hanno il gemito incorporato</strong>. Fanno impressione, da quanto stridono,  viene da pensare <em>o prima o dopo si strappa qualche anello delle catene e si va alla deriva</em>. Ma le catene sono possenti, e contribuiscono in larga parte alla composizione di <strong>un inconsueto concerto naturale</strong>, insieme al <strong>cadenzato sciacquio del moto ondoso</strong> sotto il fondo delle chiatte e al <strong>crepitio del legno </strong>ai movimenti della struttura.</p>
<p>Dicono gli agiografi del <strong>Porto Antico</strong> che prima del collaudo uno dei collaboratori di <strong>Renzo Piano</strong> fosse parecchio preoccupato per il cigolio, temendo che avrebbe urtato la sensibilità dell’architetto, notoriamente rigoroso. Così sono stati convocati d&#8217;urgenza i tecnici e i manutentori, che hanno fatto qualche gioco di prestigio, hanno tirato, mollato o regolato vai a capire che cosa, e il giorno dell&#8217;inaugurazione non un rumorino, non uno sfrigolio: il silenzio perfetto.</p>
<p>E  <strong>Renzo Piano</strong> ha aggrottato la fronte e ha detto: <em>ma come caspita è che queste chiatte non cigolano, le chiatte devono cigolare, sennò che chiatte sono?</em></p>
<p>L&#8217;assistente è arrossito e ha fatto<em> gulp</em>, sono stati riconvocati d&#8217;urgenza i tecnici e i manutentori, che hanno tirato, mollato, o regolato vai a capire che cosa, e hanno rimesso il gemito alle chiatte.</p>
<h2>Si consiglia vivamente.</h2>
<p><strong>Un consiglio ai congressisti</strong>: quando sentite la necessità di svaporarvi la mente dalla troppa erudizione delle sessioni di lavoro, <strong>fate una passeggiata sin qui (dal Centro Congressi sono pochi minuti). </strong></p>
<p>Sedetevi su una panchina, chiudete gli occhi, assaporate l’<em>arziglio</em>, e lasciatevi cullare dal mare, <strong>in un concerto dedicato a voi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un Auditorium per creativi</title>
		<link>https://test.portoantico.it/magazine-news/lauditorium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 07:12:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Spazi congressuali]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Congressi]]></category>
		<category><![CDATA[convention]]></category>
		<category><![CDATA[Foyer]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzini del Cotone]]></category>
		<category><![CDATA[Moduli]]></category>
		<category><![CDATA[renzo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Team Building]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizio di una storia di successo. Al piano terra abbiamo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Inizio di una storia di successo.</h2>
<p>Al piano terra abbiamo appeso una foto ingrandita dei lavori di cantiere dei <strong>Magazzini del Cotone</strong> per le Colombiane, con il futuro <strong>Auditorium</strong> completamente sventrato, come un edificio dopo che dall’aereo ci hanno fatto cadere una bomba sopra. Le bombe sui Magazzini ci sono finite sopra davvero nell’ultima Guerra, causando parecchi danni, fortunatamente sanati, nel rispetto dell&#8217;architettura e dei materiali originali, con la ristrutturazione del &#8217;92.</p>
<p><strong>L&#8217;Auditorium occupa le ultime tre campate dei Magazzini</strong>, all’estremo occidentale, aggiunte negli anni Venti, un po’ più piccole delle altre e con un diverso sistema strutturale rispetto alle precedenti. In occasione dell’Expo’ sono state completamente svuotate, lasciando in piedi solo i muri esterni e murando le aperture originali delle finestre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Una, due, tre sale.</h2>
<p>Qui <strong>Renzo Piano</strong> ha fatto di necessità virtù.  L’edificio, pur con i suoi quattro piani, poco si prestava a accogliere la <strong>sala congressi di ampie dimensioni</strong> che si era immaginata per Genova &#8211; una delle più grandi in Italia allora- se sviluppata secondo i canoni tradizionali. L&#8217;intuizione geniale è stata di dividere la sala in due metà, con il palco nel mezzo, in modo da recuperare in lunghezza quello che non si poteva ottenere in altezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Profondo rosso.</h2>
<p><strong>E&#8217; davvero particolare, con le due metà gemelle, Maestrale e Grecale</strong>, che si specchiano l’una nell’altra! La maggior parte di quelli che entrano e si vedono davanti questo mare rosso, che degrada verso il centro, per poi riprendere l’abbrivio e sfogare verso l’altro fondo sala, su verso le porte dalle quali si intravede il mare vero, resta a bocca aperta, e non di rado parte un <em>ooooh!</em>.</p>
<p>E non sono pochi quelli che, almeno per un attimo, <strong>credono di guardare l&#8217;immagine della sala riflessa in uno specchio. </strong></p>
<p><strong>E’ uno spettacolo specialmente quando si entra dall’alto delle gallerie</strong> e la si sovrasta; da lì si possono cogliere meglio anche i particolari del tetto a doppia cuspide, il calore della travatura in legno, dorata dal riflesso delle centinaia di lampade, la solida eleganza delle putrelle di ferro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Cercansi creativi per sala dalla forte personalità.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">Un assetto teatrale e un eclettico palcoscenico centrale: <strong>una sfida stimolante per l&#8217;inventiva degli organizzatori di convention!</strong>  Pedane rotanti, prue di vascelli, giochi d&#8217;acqua, acrobati in arrampicata sulle pareti, automobili che compaiono all&#8217;improvviso bucando il fondale: su questo palco abbiamo visto montare e movimentare un bel po&#8217; di cose fantasiose!</span></p>
<p><strong>Un vasto foyer attrezzato</strong> con reception, guardaroba e spazi di servizio dove accogliere i partecipanti con un cocktail di benvenuto, che può estendersi sulla banchina del molo.</p>
<p>Duemila metri quadrati di open space dove accomodare tutti i convenuti in <strong>un&#8217;unica area per un pranzo con vista mare.</strong></p>
<p><strong>Quattro livelli di spazio allestibile</strong> per esposizioni o per attivita&#8217; collaterali.</p>
<blockquote><p><strong><span style="line-height: 1.5em">Presa nota di tutto?</span></strong></p>
<p><strong><span style="line-height: 1.5em">Meeting Planners, Comunicatori e Team Builders, a voi!</span></strong></p></blockquote>
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		<title>I simboli del Porto Antico: aria, acqua e terra</title>
		<link>https://test.portoantico.it/magazine-news/simboli-del-porto-antico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 08:46:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Il Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Bigo]]></category>
		<category><![CDATA[Biosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[renzo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Susumu Shingu]]></category>
		<category><![CDATA[Vento di Colombo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono i simboli del Porto Antico? Tutti pensano al...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono i simboli del Porto Antico? Tutti pensano al Bigo, ché e anche il marchio della nostra società. Ma ce ne sono altri, altrettanto iconici. Li abbiamo divisi per elementi: aria, acqua e terra.</p>
<h2>Aria. Le &#8220;girandole&#8221;.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">Si parla sempre del Bigo, che è subito lì a fianco, ma le <strong>nove girandole</strong>, invece, che sono nell&#8217;insieme una scultura a vento, si tende a dimenticarle, forse perché sovrastate dall’enormità del Bigo. Eppure fanno di tutto per farsi notare.</span></p>
<p>Candide e slanciate, con le <strong>vele che ruotano</strong> sempre, anche se c&#8217;è soltanto un alito di vento. E quando il vento invece c’è, e soffia forte, le vele, accondiscendenti, non lo contrastano, e lui ci scivola sopra e le accarezza. Alzi gli occhi e le vedi svettare sopra di te in fila, placide sullo sfondo azzurro terso o volteggianti tra nuvole bianche.</p>
<p>Sono puro movimento, reso visibile da invisibili energie, strutture eleganti in apparenza semplici e invece governate da complessi meccanismi.  Un’armonia che tiene unite forze opposte: sono la vita che scorre comunque, un invito alla leggerezza e a guardare con gli occhi dei bambini.</p>
<p><strong>Susumu Shingu</strong>, l’artista giapponese che le ha create, le ha intitolate “<strong>Il vento di Colombo</strong>”:</p>
<blockquote><p><em>Quando la Terra è comparsa, il vento soffiava già, per<br />
me il vento è l&#8217;assoluto, io traduco soltanto il messaggio dalla natura in movimento&#8221;.</em></p></blockquote>
<h3>Suggerimento: ascoltare, guardando, il messaggio del vento!</h3>
<h2>Acqua. Il Bigo.</h2>
<p>Poi naturalmente c’è lui, il grande protagonista. Il<strong> Bigo</strong> è stato il simbolo delle Colombiane, e la sua sagoma si è così affermata, da diventare un’icona di Genova. Il Bigo ti impressiona per la levità che emana, e che ti sorprende in un arnese così maestoso, per l’armonia di questa installazione che è statica, eppure suggerisce il movimento.</p>
<p>Quando l’ha immaginato, come “focus” e “simbolo memorabile” della manifestazione legata al mare e alla navigazione, <strong>Renzo Piano</strong> si è ispirato alle gru a palo brandeggiabile che stavano sulla coperta delle navi da carico, e i cui bracci si chiamavano appunto &#8220;bighi”.</p>
<p>I bracci rastremati del nostro Bigo sono dei sigaroni bianchi che si aprono a ventaglio da una piattaforma che emerge dall’acqua, sorprendendoti come una tentacolare creatura marina tuttavia rassicurante. Diversi per lunghezza, collegati da una tessitura di funi e di cavi, creano un disegno che si staglia maestoso tra mare e cielo.</p>
<p>Una parte dei bracci regge la copertura a tenda di <strong>Piazza delle Feste</strong>, l’altra, con l’estensione maggiore che misura settanta metri, la cabina di un ascensore panoramico, che ruotando lentamente sul suo asse sale a quaranta metri per una panoramica a 360° della città.</p>
<h3>Suggerimento: lasciarsi portare in alto per una piccola emozione!</h3>
<h2>Terra. La Bolla.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">La <strong>Bolla</strong>, o la Sfera, o anche la <strong>Biosfera</strong>. Un’aggiunta imprevista del 2001 al progetto inziale del Porto Antico, un nuovo simbolo da legare a Genova.  </span></p>
<p>Come in una di quelle preziose sfere di cristallo da collezione, intravedi da fuori un mondo in miniatura. Un giardino botanico in scala ridotta, dove osservare da vicino, immersi in un <strong>microclima</strong> complesso e avvolgente, tartarughe, rettili e insetti che si muovono liberamente nel loro habitat. L’ibis scarlatto, il raro uccello tessitore, il diamante mandarino, e poi  le felci arboree in vaso più alte al mondo,  l’orchidea con i frutti della vaniglia, l’albero della gomma, la pianta del cacao: tutte testimonianze dal vivo, a pochi metri e tutto intorno, della bellezza e della fragilità di un <strong>ecosistema</strong> ormai sempre più a rischio di estinguersi.</p>
<p>Acciaio e vetro dalle ardite curvature, posata sull’acqua, la Biosfera è insieme sogno esotico e calcoli di precisione. 20 metri di diametro e 14 tonnellate di peso, 32 meridiani e 11 paralleli, 330 giunzioni di fusione, oltre 4000 mq di volume, il controllo del clima interno con sistemi computerizzati che regolano le temperature e muovono l’aria con moti convettivi e correnti lamellari.</p>
<h3>Suggerimento:  immergersi nella suggestione di natura e architettura!</h3>
<h3>Informazioni:</h3>
<p><strong> Bigo &#8211; Ascensore panoramico</strong><br />
<a href="http://www.acquariodigenova.it/bigo">www.acquariodigenova.it/bigo</a></p>
<p><strong>Biosfera</strong><br />
<a href="http://www.biosferagenova.it">www.biosferagenova.it</a></p>
<p><strong>Il vento di Colombo (le girandole).</strong><br />
intorno al Bigo, en plein air!</p>
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		<title>I Magazzini del Cotone</title>
		<link>https://test.portoantico.it/magazine-news/magazzini-del-cotone-genova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 07:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Congressi]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzini del Cotone]]></category>
		<category><![CDATA[Molo Vecchio]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[renzo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Storia. Su Internet ci sono alcuni siti di collezioni...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.portoantico.it/magazine-news/magazzini-del-cotone-genova/">I Magazzini del Cotone</a> proviene da <a href="https://test.portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>La Storia.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">Su Internet ci sono alcuni siti di collezioni di vecchie cartoline di Genova. Del<strong> porto</strong> ce n&#8217;è una vasta scelta, in bianco e nero naturalmente, e anche qualcuna ritoccata con delle improbabili tinte pastello.</span></p>
<p>Il porto in queste vedute è sempre così pieno di grandi bastimenti che sembra che non ci sia neanche il mare, ma solo navi una accosto all&#8217;altra. Ci sono parecchie vedute con i Magazzini del Cotone sullo sfondo, e davanti l&#8217;Isola delle Chiatte, e dietro la collina di Carignano.</p>
<p>L&#8217;<strong>Isola delle Chiatte</strong> di oggi è solo una installazione simbolica alla memoria, ma le chiatte, alla fine dell&#8217;Ottocento, erano una quantità enorme, e fungevano da traghetto per le navi che non potevano approdare, erano una specie di estensione della banchina per l&#8217;attracco, e all&#8217;occorrenza servivano anche da magazzino.</p>
<p>I <strong>Magazzini del Cotone</strong> sono nati in realtà come magazzini generali, a fine Ottocento, proprio per ovviare alla carenza di strutture per immagazzinare le merci in attesa di essere spedite.</p>
<h2>Gli artefici.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">La realizzazione del deposito merci venne ceduta nel 1895 da un pool di genovesi, che ne aveva acquisito i diritti dal Comune, alla </span><i style="line-height: 1.5em">Compagnie des Dock et Magasins Généraux du Port de Gênes</i><span style="line-height: 1.5em">, in seguito trasferita a Londra e ridenominata </span><i style="line-height: 1.5em">The Customs &amp; Bond Warehouse Company Ltd</i><span style="line-height: 1.5em">.</span></p>
<p>La progettazione fu ad opera di ingegneri inglesi, che la improntarono ai canoni del funzionalismo, evidenziando l&#8217;ossatura della struttura in quanto espressione della sua funzione:  le colonne di ghisa,  le travi che sostengono con martinetti le arcate dei piani. L&#8217;edificazione fu affidata invece a un&#8217;impresa genovese, e la direzione dei lavori fu seguita da professionisti locali.</p>
<h2>I dati.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">Dicono i testi che nel 1899 vennero ultimate le fondazioni del fabbricato Nord, utilizzando <strong>9585 pali  di pino</strong> lunghi da 8 a 13 metri, collegati da una rete di calcestruzzo di cemento. </span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em">L’anno dopo si iniziò l’elevazione, innalzando muri perimetrali spessi un metro. I solai erano costituiti da travi in acciaio principali, alte m.0,5, e travi secondarie, tra le quali erano state gettate volte di calcestruzzo di cemento, con una resistenza di 2,5 tonnellate per metro quadro, ed erano sorretti da colonne di ghisa distanti tra loro m. 4,7. </span></p>
<h2>Il nome.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">A fine  Ottocento venne  stipulato  l’atto  di  istituzione  in magazzino generale dell’edificio, denominato <strong>“Magazzini Generali Genovesi &#8211; Molo Vecchio Genova”</strong>, destinato a conservare merci e derrate di ogni tipo e provenienza o destinazione.</span></p>
<p>All’inizio del 1901 la parte Nord con le sue nove campate era ultimata, con l’occupazione di un’area di m. 310,80 per m. 30,00 e un’altezza di m. 18,82. L’anno seguente fu terminato anche il piazzale antistante il fabbricato, e furono allacciati cinque binari con la stazione di Piazza Caricamento.</p>
<p>Nel 1926 la <em>Società Anonima Esercizio Magazzini</em> costruì alle spalle dei <strong>Magazzini Generali</strong> il fabbricato Sud, su quattro piani, con una superficie coperta di 11.000 mq, destinato a deposito di cotoni e una capienza di 40.000 balle.</p>
<p>Dopo il 1945, riparati i danni dei bombardamenti e ampliato il <strong>Molo Vecchio</strong>, i due fabbricati vennero collegati tra di loro da una gru a ponte, e destinati definitivamente a <strong>magazzini del cotone</strong>, e questa designazione più suggestiva  rimase, su acuto suggerimento di <strong>Renzo Piano</strong>, dopo la definitiva <strong>ristrutturazione del ’92.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Storie di un fotografo</title>
		<link>https://test.portoantico.it/editoriali/news/storie-di-un-fotografo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Cavazzuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2014 07:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Ducale]]></category>
		<category><![CDATA[renzo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le foto di Gianni Berengo Gardin a Palazzo Ducale. Un...</p>
<p>L'articolo <a href="https://test.portoantico.it/editoriali/news/storie-di-un-fotografo/">Storie di un fotografo</a> proviene da <a href="https://test.portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Le foto di Gianni Berengo Gardin a Palazzo Ducale.</h2>
<p>Un viaggio fra le tante storie raccontate dal <i>fotoreporter</i>, nato a Santa Margherita Ligure nel 1930.</p>
<p>Per chi non le conoscesse, le fotografie di <b>Gianni Berengo Gardin</b> sono uno spaccato di <b>vita quotidiana</b>, con tutte le sfumature che questa può offrire. Tristi, felici, talvolta drammatiche, ma, senza dubbio, vere.</p>
<p>Così sono le <b>Storie di un fotografo</b>.</p>
<p>La <b>mostra di Palazzo Ducale</b> offre un intero capitolo dedicato a Genova e al suo porto, che <b>Gianni Berengo Gardin</b> conosce bene e fotografa da oltre 20 anni, avendo avuto l’occasione di lavorare più volte per <b>Renzo Piano</b>.</p>
<p>Le fotografie, <b>appositamente selezionate</b> per questa edizione della mostra e in buona parte completamente <b>inedite</b>, sono un vero e proprio <b>omaggio alla città di Genova</b>.</p>
<h2>Genova nel cuore.</h2>
<p><b>Berengo Gardin</b> ha Genova nel cuore. Lo si percepisce dai suoi scatti. Le sue fotografie ne sono un racconto affettuoso, talvolta nostalgico. Momenti di vita rubati, quelli fatti alla “gente che normalmente non viene fotografata”, così il fotografo ama definirla.</p>
<p>Il porto e i suoi operai. Le case e le caratteristiche architetture sovrapposte. Le strade e le botteghe dei <i>caruggi</i>.</p>
<p>La <b>mostra </b>di <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Palazzo Ducale</b></a> è un’occasione per rivivere la storia ed emozionarsi grazie alla sensibilità di un grande poeta della fotografia.</p>
<h2>Quando e quanto.</h2>
<p>La mostra <a href="http://www.mostraberengogardin.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Storie di un fotografo</b></a>, inaugurata il 13 febbraio 2014, resterà sino all’8 giugno 2014 e si potrà visitare nei seguenti orari: il lunedì dalle ore 14:00 alle ore 19:00 e da martedì a domenica dalle ore 10:00 alle ore 19:00.</p>
<p>Il biglietto d’ingresso costa 11,00€ intero e 9,00€ ridotto (under 25, over 65, gruppi, scuole etc.) per tutti i visitatori è prevista una audioguida gratuita per capire meglio cosa si sta osservando in foto.</p>
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